IL SENSO DELLA VITA

Cantanti, intellettuali e programmi televisivi hanno spesso cercato di dare una risposta a quest’eterna domanda: 
“Qual’è il senso della vita?”
Ma con le loro risposte, quasi sempre, si sono rivelati dei falsi maestri che hanno contribuito ad ingannare il Popolo di Dio e a fargli perdere lo stato di Grazia.

In realtà, la risposta corretta a questa domanda è semplicissima da dare; ma per molti, purtroppo, è difficilissima da accettare perché per farlo bisognerebbe assumersi alcune fondamentali responsabilità:

Qual’è il senso della vita?!

-Dio, infinitamente perfetto e beato in sé stesso, per un disegno di pura bontà ha liberamente creato l’uomo per renderlo eternamente partecipe della sua vita beata.

-Più esattamente, Dio ci ha creato per conoscerloamarlo e servirlo in questa vita, per poi goderlo nell’altra, in Paradiso (se lo meritiamo).

-Condizione necessaria per meritare il Paradiso ed evitare l’Inferno è questa: vivere e morire in Grazia di Dio.

Essere in Grazia di Dio significa che la SS.Trinità dimora nella nostra anima; di conseguenza, lo Spirito Santo ci GIUSTIFICA, ci SANTIFICA e ci DIVINIZZA; ossia, ci perdona i peccati, ci dona gli aiuti necessari per rafforzarci nel bene ed evitare il male e facendosi tutt’uno con noi, ci rende partecipi della sua natura Divina. 

-Lo stato di Grazia si ottiene vivendo contemporaneamente in Comunione d’Amore con Dio e con il Prossimo.

Vivere in Comunione d’Amore con Dio significa pregare (dialogare cuore a cuore con Dio, anche con parole proprie), rispettare tuttiDieci Comandamenti e frequentare assiduamente i Sacramenti (Santa Messa ogni domenica e nelle feste comandate, Confessione frequente o almeno dopo ogni peccato mortale, Santa Comunione frequente o almeno una volta all’anno, a Pasqua), che devono essere accolti con vera Fede e vissuti nella vera Carità.

-La vita è un dono è va impiegata facendone a sua volta un dono agli altri; quindi, vivere in Comunione d’Amore con il Prossimo significa compiere diligentemente i doveri del proprio stato di vita e mettere al servizio degli altri, con modestia e gratuità, i propri beni, le proprie virtù ed i propri talenti, per il conseguimento del Bene Comune.
Le 7 Opere di Misericordia Corporale e Spirituale ci indicano vari modi per concretizzare il nostro amore verso il Prossimo.

Amare davvero se stessi significa impegnarsi, con l’aiuto della Grazia, a meritare il Paradiso e ad evitare l’Inferno, vivendo una vita sacramentale attiva e facendo il maggior numero possibile di opere buone.

-ll Signore, inoltre, desidera che accettiamo e trasformiamo in dono anche le nostre Sofferenze. La sofferenza, infatti, è una “mistica moneta” che possiamo utilizzare per noi stessi e per il prossimo: in espiazione dei nostri peccati, per diminuire le nostre pene al Purgatorio (o quelle dei nostri cari defunti), per la santificazione dei Sacerdoti e catechisti, per la conversione e per la salvezza dei peccatori, in particolare delle persone a cui vogliamo bene. Santa Teresina di Lisieux diceva che “Si salvano più anime con la sofferenza, offerta a Dio con amore, che con lunghe prediche!” .
Chi soffre, ma non offre a Dio le sue sofferenze, spreca il suo dolore.

Gesù, sulla croce, ci ha fatto un dono dal valore inestimabile: sua Madre. Da quel momento è diventata la madre dolcissima e premurosa di ognuno di noi. Dunque, affida alla Madonna il tuo cammino di crescita spirituale. Consacrati a Lei. Non ti farà mai mancare il suo aiuto. Il suo immenso amore materno ti avvolgerà in un abbraccio continuo.

“I miei cugini Francesco e Giacinta si sacrificarono perché in tutte le apparizioni la Santissima Vergine aveva un aspetto molto triste. Ella non ci ha mai sorriso. Questa tristezza, questa angoscia che percepimmo in Lei penetrò nelle nostre anime. Essa era causata dalle offese a Dio e dalle punizioni che minacciano i colpevoli. E così noi bambini non sapevamo casa fare, se non trovare diversi modi di pregare e di fare sacrifici. L’altra cosa che ha santificato i miei cugini fu la visione dell’Inferno” (Suor Lucia di Fatima). Finché ci sarà una sola anima ad andare all’Inferno, la Madonna sarà sempre Addolorata.


Gesù a Santa Faustina: “I due raggi rappresentano il Sangue e l’Acqua. Il raggio pallido rappresenta l’Acqua che giustifica le anime (la Confessione); il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime (l’Eucarestia). Entrambi i raggi uscirono dall’intimo della Mia Misericordia, quando sulla croce il Mio Cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia (…). Beato colui che vivrà alla loro ombra, poiché non lo colpirà la giusta mano di Dio”.